sabato 2 ottobre 2010

superare limiti megavideo parte 4


Scusate il ritardo!!
Questo è un altro sito che può fare al caso nostro!

http://www.dovytv.net/

Cliccate su movie nella barra bianca in alto, dopodichè passate il mouse in megavideo trick e la cliccate su megavideo trick! dopo si aprirà una pagina dove potete inserire il link magavideo che volete guardare!!

Inviate segnalazioni se ci sono problemi!

enjoy!

sabato 24 luglio 2010

superare limiti megavideo parte 3


Ora anche la soluzione proposta nel post prima ha deciso di mettere il servizio a pagamento. Ma non c'è problema, un altro modo si trova.

Il sito del momento che funziona è questo:
http://www.tv.ominlimit.pl/

Ditemi se va o no. O quando finisce di funzionare!

ciao!

domenica 20 giugno 2010

Superare limiti megavideo Parte 2


Come era prevedibile anche il metodo descritto alcuni post prima è stato bloccato.
Ma come sempre c'è un altra via!

Questa volta il sito è questo: http://vidster.pl/

Una strana home, ma basta che funzioni!
Basta inserire il link megavideo nella casella di testo e premere il tasto "Ogladaj" e il gioco è fatto!

domenica 23 maggio 2010

mercoledì 5 maggio 2010

Superare limiti megavideo


Dopo i vai illimitux, megastreamin e conversioni in megaupload; il nuovo modo per eivtare i 72 minuti di megavideo è grazie a questo sito:

http://hity-filmowe.com/bezlimitu/index.php

Si presenta abbastanza scarno, ma funzionale.
Basta inserire le ultime cifre di un link megavideo, esempio di link:
http://www.megavideo.com/?v=DYGE5KR5
Basta prendere "DYGE5KR5" e copiarlo e incollarlo nell'apposito campo di testo e premere il tasto "odtwarzaj" (non so che lingua sia).
Dopodichè si aprirà il suo lettore multimediale ed il gioco è fatto!

buona visione

lunedì 12 aprile 2010

Comunicare tra activity android

Questa mini guida serve per vedere il funzionamento delle activity e di come "comunicano" tra loro.

Quindi iniziamo a creare un nuovo progetto android con eclipse.
Dopo aver impostato tutti i campi siamo pronti a scrivere la nostra prima activity.
Un'activity puo' essere vista come la rappresentazione di una schermata (screen).
Quindi possiamo iniziare ad aggiungere cosa voler visualizzare in questo screen.
Nel nostro caso abbiamo bisogno di un button, editText e una textView.
Essendo widget di android,vengono solitamente definiti nel file xml che codifica il layout, e anche questi hanno attributi particolari. Vediamo l'esempio:



Come si può vedere è un linear layout dove sono presenti un button, un editText e una textview con i loro attributi.

Ora passiamo alle classi java. Vediamo la nostra prima classe:



Come possiamo vedere creiamo gli oggetti che ci servono nel metodo OnCreate e implementiamo l'interfaccia OnClickListener, che ci servirà per definire il metodo OnClick che gestira l'azione che dovrà fare il nostro bottone.
Infatti possiamo vedere che al bottone invochiamo il metodo:
bn.setOnClickListener(this);

il quale chiama il metodo onClick.
In questo metodo salviamo in una stringa il contenuto dell'editText e attraverso il metodo:
i.putExtra("nome", nome);
salviamo dentro una variabile il contenuto di questa stringa e la spediamo alla SecondActivity.

La SecondActivity si presenterà cosi:



Dopo aver impostato il suo layout tramite un altro file xml, in questo caso si è inserito un editText grande tutto lo schermo, il quale visualizzerà la stringa scritta nell'activity precedente.
Nel metodo Oncreate viene ricevuto l'intet di prima e dopo attraverso un oggetto di tipo bundle, prendiamo tutti i dati che sono stati spediti, e infine salviamo in una stringa il valore. Dopodichè possiamo settare il testo dell'editText.

Cosa molto importante!
ogni volta che si inserisce una nuova activity bisogna comunicarlo al manifest aggiungendo una stringa come segue:
< activity android:name = "SecondActivity" > < /activity>

Infine il risultato di questo esempio è il seguente:




Da qua potrete scaricare direttamente il progetto per provarlo e modificarlo sul vostro pc!
http://www.megaupload.com/?d=X6N6W8U0

martedì 16 marzo 2010

Generare api key google


Se si lavora con android è inevitabile dover usare le google maps e quindi usare la classe MapView.
La classe MapView è una classe molto utile che ti permette di integrare facilmente Google Maps nella vostra applicazione.Essa fornisce un wrapper per l'API di Google Maps che consente di manipolare i dati di Google Maps tramite metodi della classe.

Per consentire a MapView di accedere ai dati di Google Maps, è necessario registarsi al servizio Google Maps e accettare i termini di servizio

La registrazione di una Maps API Key è semplice, gratuito, e si divide in due parti:

1. Registrare l'impronta digitale MD5 del certificato che verrà utilizzato per firmare l'applicazione. Il servizio di registrazione Maps fornisce quindi una Maps API Key che è associato con il certificato firmato dell'applicazione.

2. L'aggiunta di un riferimento alle Maps API Key in ogni MapView, anche se non dichiarati in XML o un'istanza direttamente da codice. È possibile utilizzare lo stesso Maps API Key per qualsiasi MapView in qualsiasi applicazione Android, a condizione che la domanda è firmata con il certificato è registrato al servizio.

Per generare un `impronta digitale MD5 del certificato di debug, in primo luogo individuare il keystore debug. Per impostazione predefinita, il keystore debug viene generato nella directory AVD attiva. La posizione delle directory AVD varia a seconda della piattaforma:

* Windows Vista: C:\Users\userPc\.android\debug.keystore
* Windows XP: C:\Documents and Settings\userPc\.android\debug.keystore
* OS X and Linux: ~/.android/debug.keystore

Se si sta utilizzando Eclipse / ADT e non si è sicuri dove si trovi il keystore debug, è possibile selezionare Windows> Preferenze> Android> Build per verificare il percorso completo.

Una volta individuato il keystore, utilizzare questo comando keytool per ottenere l'impronta digitale MD5 del certificato di debug:

$ keytool -list -alias androiddebugkey -keystore path_to_debug_keystore.keystore -storepass android -keypass android


Come output del comando, keytool stampa l'impronta digitale per la shell. Ad esempio:
Certificate fingerprint (MD5): 94:1E:43:49:87:73:BB:E6:A6:88:D7:20:F1:8E:B5:98


Quando si è pronti a registrare una Maps API Key, caricare questa pagina in un browser:
http://code.google. com/android/maps-api-signup.html

A questo punto copiate e incollare il codice dell'impronta nella casella di testo, accettando i termini di servizio, e poi cliccate su Generate API Key.
Dopo di che vi verrà fornito il vostro codice e un esempio di come utilizzarlo nel vostro progetto android!

Buon lavoro!

lunedì 1 marzo 2010

Installazione SDK Android



Questa guida ha lo scopo di far vedere come installare l'sdk di android e controllare il suo funzionamento.
Però per far funzionare l'sdk abbiamo bisogno di altri pacchetti:

Eclipse: l'ambiente di sviluppo grafico opensource per eccellenza. In teoria si potrebbeusare un qualsiasi editor per scrivere il codice, ma la comodità di avere un ambiente integrato (capace, ad esempio, di assistere anche durante il debugging senza dover cambiare tool) è per me irrinunciabile. Scaricabile direttamente dal sito ufficiale o da questo link.

JDK : il Java Development Kit. Il requisito minimo è la versione 5, ma anche in questo caso consiglio l'installazione della 6. Dalla pagina indicata scaricate il pacchetto chiamato Java SE Development Kit (JDK).

Android Development Tools plugin: plugin per Eclipse che semplifica alcuni dei normali passi da eseguire durante lo sviluppo di un'applicazione per Android (es. creazione di un progetto, debug del codice...). Il download del plugin verrà effettuato direttamente da Eclipse.

Ora possiamo scaricare l'sdk nel sito ufficiale di android o in questo link.
Dopo averlo scaricato potete decomprimerlo cosi da avere la cartella con l'sdk.
A questo punto è consigliabile aggiungere nel path di sistema la directory contenente i vari tool per lo sviluppo (come il debugger, l'emulatore...) in modo da non dover inserire il path completo ogni volta che si fa riferimento a questi strumenti. Tale directory è:

directory dove avete salvato SDK/tools

Per inserire il path basta andare sul pannello di controllo --> Sistema --> Avanzate --> variabili d' ambiente. Alla voce Variabili di sistema, alla voce path inserire il percorso con alla fine un ;.

Ora possiamo far partire eclipse e installare l'Android Development Tools (nel seguito ADT) plugin.

Dal menù help andate su Install new software



Nella finestra successiva andate su Add..



Nella nuova finestra di dialogo aggiungete il repository come in figura (https://dlssl.google.com/android/eclipse/) e confermate premendo Ok.Se per qualche motivo l'installazione non dovesse funzionare per irragiungibilità del sito provate il seguente indirizzo: http://dl-ssl.google.com/android/eclipse/.



Nella finestra dei software disponibili dovreste vedere ora i plugin da installare. Mettete un check sulla voce Developer Tools e premete il pulsante Install.



Confermate l'installazione di entrambi i componenti premendo Next.




L'ultimo passo è accettare, dopo averla letta, la licenza sotto cui vengono rilasciati i plugin e premere il pulsante Finish.



Dopo qualche istante (siate pazienti) per l'installazione vi verrà chiesto di far ripartire Eclipse, cosa che consiglio vivamente.



Dopo di che cliccate sull'icona dello smartphone in alto a sinistra.



Dopodichè andate su Available Packages a sinistra e spuntate il link di fianco, a questo punto dovete scegliere la versione dell'avd che volete, in questo caso installiamo l'ultima versione attuale cioè la 2.1.



Cliccate su Install Selected, nella schermata successiva dovete spuntare Accept All e cliccare su Install Accepted.

.

Fatto ciò riavviamo l'adt e torniamo su virtual device e clicchiamo su New



Compiliamo i vari campi:
Name: diamo il nome all'adt
Target: scegliamo quale versione scegliere
Sd-card- Size: scegliamo quanta memoria virtuale vogliamo assegnarli



e clicchiamo su Create AVD

A questo punto abbiamo il nostro AVD. Possiamo controllare subito il suo funzionamento selezionandolo e cliccando su start



Dopo cliccate direttamente su Launch



L'attesa può sembrare lunga, ma è normale se non avete un pc con molta ram, questo vi può causare anche il mal funzionamento, quindi se non funziona può essere dovuto al fatto che il vostro pc abbia poca ram.
Ma se invece va tutto bene vi troverete una schermata con la home




Ora è necessario cambiare le preferenze dell'ADT. Dal menu Window selezionate la voce Preferences.



Nel pannello sinistro cliccate sulla riga Android e nel pannello destro, usando il pulsante Browse, indicate la directory dove è stato installato l'sdk. Confermate con Apply e, poi, premete Ok. Notare che nella finestra verranno mostrati anche gli eventuali altri SDK installati. Può essere che sia già settata, in quel caso evidenziate la versione che volete usare e premete OK.



Finalmente ora siete in grado di poter utilizzare l'SDK di android!!

Alla prossima mostrerò dei semplici esempi!!
Buona programmazione!

giovedì 18 febbraio 2010

Rimuovere Ubuntu e ripristinare l’MBR di Windows XP / Vista senza cd di avvio


Posto questa guida per chi come me si è imbattuto in questa tragedia!

Al momento di disinstallare ubuntu dal pc, si pensa di eliminare direttamente la partizione e come per magia tutto torni come prima. Ma invece al primo riavvio il pc ti avvertirà che non è stato trovato il Grub, cioè il programma iniziale che ti permetteva di scegliere con quale sistema operativo partire.

A questo punto cercando su internet ci sono mille soluzioni, ma sono tutte usando il cd di ripristino di win xp, che puntualmente ognuno ha perso!!

Quindi per evitare di scaricare programmi da mettere su cd complicati anche per un informatico, esiste un semplice programmino scaricabile usando il cd di ubuntu (anche se l'abbiamo perso si può scaricare in 10 min) e una connessione ad internet.

Una volta fatto partire si devono eseguire i seguenti passi:
Scarichiamo un file .deb cliccando sul seguente link ms-sys e installiamo il programma.
My-sys è un programmino che ti permette di decidere dove vogliamo che l'MBR sia ripristinato, con un semplice comando da terminale:
ms-sys -w /dev/[drive]


dove [drive](senza parentesi quadre) è l’hard disk dove vogliamo che l’MBR sia ripristinato (in molti casi sda o hda).

martedì 9 febbraio 2010

google buz!


Google ha presentato quest’oggi Google Buzz, il nuovo prodotto che va ad aggiungersi a Gmail.
Gli utenti di Gmail troveranno da oggi nella schermata principale del sito una nuova etichetta, chiamata appunto Buzz, nella quale vedranno comparire automaticamente qualunque contenuto condiviso dai propri contatti di mail e chat. Proprio come su Facebook, si potranno pubblicare testi, link, foto prese da internet o da Flickr, video da YouTube, messaggi inviati su Twitter, e così via. Per ogni contenuto si potrà decidere se condividerlo con tutti, vedendolo apparire anche nel proprio profilo pubblico, o soltanto con i propri contatti. Buzz sarà strettamente collegato con la casella "Posta in arrivo" di Gmail, che si aggiornerà quando qualcuno commenta o replica a un contenuto pubblicato dall'utente. Un sistema di raccomandazioni, che ricorda in qualche modo il pagerank di Google, si incaricherà inoltre di segnalare le discussioni più popolari, anche se il loro autore non fa parte della cerchia di contatti.

Buzz è la soluzione di Google per combattere il predominio di facebbok e Twitter nel mondo dei social network puntando sul suo punto "forte! Gmail!.
Ma già la risposta di facebook è pronta!. Facebook si starebbe attrezzando per disturbare Gmail direttamente sul suo terrento, trasformando il suo sistema di messaggistica in un vero e proprio servizio e-mail.

Ora dobbiamo vedere come risponderanno gli utenti a questa innovazione di Google, se avranno voglia di gestire questo socialnetwork in più!

Sinceramente già uno per me basta! ma voi???

sabato 6 febbraio 2010

Come vedere se il tuo nick è libero!


Ormai dopo anni passati a iscriversi a chat, forum e blog, un utente tende ad usare sempre lo stesso nick name.
Quando vuoi accedere a un nuovo servizio si scopre che il nick name che utilizziamo è già stato preso da qualcun altro, può essere una notiza molto spiacevole. Per fortuna esistono su internet alcuni servizi utili per sapere se in giro ci sono altri che utilizzano il nostro nick e eventualmente anticiparli nei servizi dove non sono ancora iscritti.

Il sito più completo è di certo KnowEm. Basta accedere al sito, inserire il nick che ci interessa e il sistema inizierà una ricerca attraverso 350 tra blog, forum e social network: dai più famosi, come MySpace, Blogger e Facebook, a quelli sconosciuti ai più.
KnowEm fornisce anche una serie di servizi a pagamento, indirizzati in particolare a quelle aziende che vogliono tutelare il loro marchio su ogni spazio possibile. Pagando 99 dollari si viene registrati in automatico a 150 siti, mentre pagando 599 dollari oltre alla registrazione su oltre 300 siti, verrà anche creato un profilo completo di biografia e foto, operazione che, se svolta manualmente, richiederebbe decine e decine di ore.

Quindi diventa ormai una sfida a chi "colonizza" prima quel sito o forum. Perchè nessuno vuole cambiare il suo nick usato per anni!!

Buona "colonizzazione"!

giovedì 4 febbraio 2010

Nuova trovata di google: social search



Prima spieghiamo a cosa serve!
Quando serve un consiglio su una meta turistica o sulla fonte migliore per leggere una notizia, si può chiedere a Google o a un amico, questa decisione potrebbe non essere più necessaria grazie all'ultima trovata di google: la Social Search.
Quando eseguiamo una ricerca non verranno più visualizzati solo i risultati elaborati dall'algoritmo di Google, ma anche una selezione dei contenuti generati dalle persone che reputiamo nostre amiche, almeno nei social network. Se un amico ha scattato delle foto della sua gita in Francia, e noi cerchiamo Parigi, allora i suoi scatti, caricati su Flickr o sul suo blog, compariranno in fondo alla prima pagina dei risultati di Google.

L'utilizzo della social search è semplice, ma il suo funzionamento lo è un po' meno. Per poter utilizzare il servizio serve avere un Google Profile, ovvero una breve scheda di presentazione a cui associare i siti a cui siamo iscritti o che alimentiamo: blog, Twitter, FriendFeed, Flickr e altri ancora. La ricerca di Google utilizzerà così i contatti che abbiamo creato attraverso questi siti per scandagliare il nostro "Social circle".

Grosso limite dell'intero sistema è la quasi totale mancanza di Facebook dalla social search. Il social network più usato al mondo è infatti indicizzato solo in parte e non è possibile importare da esso le amicizie. Se voi e i vostri contatti non frequentate altri social network dimenticate quindi di poter ricavare dalle social search, almeno per ora, qualcosa di buono.

Come ogni trovata di google è ancora in fase di prova, il motore di ricerca lancia la propria applicazione in prova e vede se in questo periodo viene utilizzata o no, dopo dedice se mantenerla.

Secondo me in questo periodo dove i social network regnano, google non poteva trovare idea migliore!. Il tempo di integrare anche facebook e sentiremo parlare presto di questa ricerca sociale!

martedì 2 febbraio 2010

La social-musica: Thounds


Un’idea di tre ragazzi italiani, da vita a un sito dove è possibile caricare il proprio pensiero musicale, facilmente registrabile dal microfono del vostro portatile, oppure attraverso la vostra apparecchiatura di home recording se siete un musicista 2.0.
Non si tratta di una nuova piattaforma sociale basata sui gusti musicali, stiamo parlando di Thounds.

Il vostro Thound (questo il nome della traccia base) verrà ascoltato da altri utenti che decideranno se partecipare registrando la loro parte su un’altra traccia separata chiamata Line; il Thounder (colui che ha dato il via con il suo Thound) deciderà quante e quali Line utilizzare, ma soprattutto quando chiudere la condivisione creando così la Thoudstrack: il prodotto finito.


L’idea dei fondatori è quella di utilizzare la Thoudstrack come fate con le vostre foto, una specie di avatar musicale che vi rappresenti sul blog come su Facebook o MySpace.
Questo per la massa, ma Thounds può diventare un ottimo strumento per chi vuole esplorare il mondo musicale (in questo caso il mondo è proprio quello geografico) cercando collaborazioni nei vari continenti fino a formare una Band, un gruppo selezionato con il quale instaurare un rapporto continuativo.
Il passo decisivo che potrebbe proiettare Thounds al successo è l’applicazione gratuita dedicata all’iPhone (penso che presto uscirà anche per Android), così da poter registrare dove si vuole, cosa si vuole e con chi si vuole.

Chi vuole può vedere il video che spiega meglio il funzionamento!

lunedì 1 febbraio 2010

Violato il sistema della PlayStation 3


Dopo ben 3 anni anche la playstation3 è stata violata!!
Tutto opera di un famossisimo hacker che era già riuscito a crackare l’iPhone: George Hotz conosciuto come "Geohot".
Nel suo blog è spiegato tutto. La documentazione permette di gestire totalmente le risorse della console in lettura e scrittura, senza rimuovere la memoria e senza usare modchip.

Per fare ciò l’hacker ha sfruttato un difetto del sistema, per essere precisi del bus di memoria, ed è riuscito a violare il codice chiave del processore, ovvero l’HyperVision.

Allo stato attuale, nessuna applicazione amatoriale è stata ancora pubblicata per PlayStation 3. Hotz ha scelto di distribuire il suo software proprio per permettere agli altri sviluppatori amatoriali di mettersi al lavoro sul sistema .Ora il testimone passa agli hacker della comunità underground. La nascita di una generazione di software alternativi per PlayStation 3, così come accaduto con iPhone, potrebbe essere vicina.

domenica 31 gennaio 2010

iPad, una nuova rivoluzione o uno spreco di soldi



Da poco è stato svelato al mondo la nuova trovata del mondo apple: iPad.


E come giusto che sia quasi ogni blog del web ha tirato un pò le somme giudicandolo come una nuova rivoluzione o come uno spreco di soldi.

Prima di iniziare , cominciamo con un pò di caratteristiche:
Uno schermo multitouch da 9,7 pollici, fino a 64 gigabyte di memoria flash, processore Apple A4 da 1 Ghz, connettività wifi e una batteria in grado di durare fino a 10 ore. Il tutto in un'elegante involucro spesso poco più di un centimetro per 680 grammi di peso. Un nuovo dispositivo, a metà strada tra uno smartphone e un notebook, che secondo il suo creatore rivoluzionerà il modo in cui leggiamo, ascoltiamo musica, vediamo film, navighiamo e ci informiamo.
Alla vista, l'iPad si presenta come un grande iPhone, o come un notebook senza tastiera. L'accelerometro integrato permette di ruotarlo in verticale o in orizzontale, con le pagine che si adattano automaticamente all'orientamento dello schermo. L'interfaccia grafica lo fa somigliare molto ad un iPhone, e chi ha familiarità con il telefonino di casa Apple ritroverà lo stesso sistema di navigazione tra foto video e musica. Ciò che lo fa somigliare a un notebook è la tastiera, che appare automaticamente sullo schermo quando si decide di scrivere un messaggio o un documento. Su iPad non si scrive con i pollici, come su un telefonino, ma con tutte le dita appoggiando il tablet su un tavolo o sulle gambe, come con un netbook.

A questo punto penserete che sia la cosa migliore che si potesse fare!! Ma invece vediamo i suoi lati negativi:

MEMORIA - Le versioni base del nuovo oggetto dispongono di 16 gigabyte di spazio totale. Troppo pochi anche per il prezzo del modello meno caro. Vero che senza la possibiltà di girare foto e video lo spazio può apparire più di quel che è. Ma con qualche film in Hd e un paio di applicazioni "pesanti", la memoria a stato solido si assottiglia presto. Per di più, non c'è neanche uno slot per schede SD esterne. E' vero che il web è anche un hard disk infinito, ma la mancanza di una "valvola di sfogo" diretta per i contenuti potrebbe farsi sentire, in fondo siamo ancora nel 2010.

NIENTE FOTOCAMERA - L'iPad non ha una fotocamera, né sul retro né davanti. Una mancanza assolutamente imprevedibile, che costringerà gli utenti a utilizzare un altro apparecchio per riprendere immagini da trasferire sul nuovo tablet. Insomma l'iPad non è in grado di scattare foto o girare video come invece fa la totalità dei subnotebook e netbook in commercio, dal costo sensibilmente inferiore.

ELEFONA O NO? - Bisogna pensare all'iPad come a un grande iPod Touch e non come un iPhone XXL? Per adesso non è previsto un utilizzo dell'apparecchio come telefono, i piani tariffari presentati in Usa comprendono il traffico dati, quello voce non è neanche contemplato.

FLASH
- Manca, come per l'iPhone, il supporto nativo per Adobe Flash Player. Anche questa una mancanza prevedibile, Apple non gradisce infatti l'esecuzione di codice Flash sui propri dispositivi, anche perché la versione del player Flash per Mac Os e derivati è piuttosto difettosa, e tra le altre cose rende vulnerabile il sistema ad attacchi esterni o manipolazioni.

MULTITASKING - L'iPad può utilizzare una sola applicazione per volta. Non si può tenerne aperta più di una contemporaneamente, un limite già dell'iPhone, aggirato in quel caso per vie non ufficiali con programmini fatti apposta e per cui occorre compromettere le impostazioni di fabbrica.

SISTEMA CHIUSO - E questa è un po' una caratteristica di Apple, l'unica azienda a mantenere un'autorità proprietaria su tutti i suoi prodotti, hardware e software. A differenza dell'iPhone, l'iPad è aperto a ogni tipo di mini Sim-card, ma tutte le applicazioni dovranno passare al vaglio di Cupertino per essere giudicate idonee alla distribuzione. Naturalmente gli hacker sapranno anche stavolta svolgere il loro compito per consentire questa o quella operazione proibita dal sistema. Questione di tempo.

In conclusione, premettendo che non sono un grande fan dei prodotti apple, questo iPad non è ancora in grado di attuare la rivoluzione che la apple aveva in mente ma di sicuro è un punto di partenza come furono i primi i-pod. Considerato che ormai tutti cercano di "copiare" tutte le tecniche dei prodotti apple a partire dagli smart-phone che ormai sono tutti ad immagine e somiglianza dell'iphone, come ad esempio i nuovi smart-phone di google con android, che però partono dalla loro idea e carcano di migliorarla. Ma questa è tutta un altra storia!

sabato 30 gennaio 2010

come funziona lockerz

ciao!
Non potevo non iniziare con la novità del momento (almeno per me).

Lockerz!

Lockerz è un sito che "regala" premi, a seguito di una raccolta di punti sul sito. L'iscrizione può essere effettuata solo tramite invito. Al raggiungimento dei punti per il premio desiderato, si fa la richiesta.

I premi che si possono vincere sono per la maggior parte di tipo tecnologico. Si possono vincere PSP, iPod, Macbook, PS3, XBOX 360, Wii e tanto altro.

I punti si ottengono cosi:

  • Al primo login della giornata: 2 punti.
  • Rispondendo ad un semplice sondaggio quotidiano (Dailies): 2 punti.
  • Al momento dell'iscrizione, con un giochino stile Arkanoid, si possono fare fino a 40 punti (di solito se ne riescono a fare 20)--> ( a me non è apparso nessun gioco)
  • Per ogni amico invitato, fino ad un massimo di 20 amici al giorno: 2 punti per ognuno.
Al raggiungimento di 20 amici invitati, si diventa Z-Lister: Ogni operazione effettuata sul sito comporta il raddoppio dei punti ed in piu' si riceve in omaggio una T-Shirt e un adesivo.


Ecco, questo è come funziona, ma giustamente tutti si chiedono dove stia la fregatura! E' impossibile che un sito ragali questi preimi. Cercando in giro ci sono alcuni video che mostrano il premio ricevuto da lockerz, ancora impachettato ma di sicuro non dà la conferma.

Quindi incuriosito mi sono fatto invitare da un mio amico, per vedere come funziona da vicino, e come primo obiettivo cercherò di raggiungere i 20 amici per vedere se almeno la storia della "maglietta" è vera!
Quindi se volete mandatemi una mail o lasciate un commento per essere invitati!!
(lockers non accetta mail di hotmail, il motivo è ancora oscuro)

Ciao!
ciao!
Speriamo che questo blog non finisca come quelli di molti miei amici, lasciati abbandonati al loro destino!

Si cercherà di parlare soprattutto di nuove tecnoligie e di come usarle, dei vari servizi che offre il web e soprattutto, cosa importante, di giudicarli!

Quindi a presto!